Di uomini ce ne sono di vari tipi. Uno fra questi è il genere di uomini a cui le donne belle non piacciono. Le donne belle le si vede dappertutto, nei quadri, nelle statue, nei musei, nelle foto, nelle pubblicità, in televisione. Le donne brutte invece le vedi e non le vedi. L’uomo è ossessionato da questa categoria. L’uomo fin da piccolo, è costretto a capire sa la donne che gli piace è bella o brutta. Così preso dalla passione di seguire e copiare gli altri, l’uomo va in cerca di belle donne. Poi però ne vede alcune che non sono belle. Sono bellissime, ma solo ai suoi occhi. L’uomo non sa che dire, che fare.
Se per esempio paragonassimo le donne a degli oggetti, a delle sculture, a delle opere d’arte, potremmo parlare di bello o brutto? No ovviamente le donne, gli uomini, i bambini, sono esseri viventi e quindi unici e inimitabili. Ma a volte, raramente l’uomo si permette di fare delle opere che rappresentano sotto una certa chiave questi esseri. Lì nasce l’opera d’arte.
In arte, nel disegno, nel design, nella natura non si può parlare di bello e brutto. Non si può arrivare a categorizzare le cose sotto due aspetti contrari gli uni agli altri. L’uomo è ossessionato dall’ordine. Non si può pulire così tanto da tirar fuori sempre e solo il bello e il brutto. L’ordine non è la risposta. L’ordine non è una via. L’uomo deve imparare ad accettare e comprendere.
Accettare i belli e i brutti, le opere incapibili e quelle classiche, i film seri e quelli stupidi, l’eros e il porno, i talk-show e documentari, la ricchezza e la povertà. La vita e la morte.
Il bello è bello perchè qualcos’altro è brutto. Ma queste due categorie non sono opposte. Ripongono le medesime caratteristiche significative. Ma non vuol dire che una donna bella non sia brutta. E così il contrario…
